Il discorso della Commissaria Dalli: “L’inclusione nel 2020: Qual è la visione del futuro per la deistituzionalizzazione e il ruolo dell’Ue?”

La Commissaria all'Uguaglianza Helena Dalli ha tenuto un discorso alla conferenza "Towards Inclusion". Qui potete trovare la traduzione in italiano.

Il discorso della Commissaria Dalli: “L'inclusione nel 2020: Qual è la visione del futuro per la deistituzionalizzazione e il ruolo dell’Ue?``
La Commissaria all’Uguaglianza Helena Dalli ha tenuto un discorso alla conferenza “Towards Inclusion”. Qui potete trovare la traduzione in italiano.

 

Illustri ospiti, cari colleghi, 

Dieci anni fa, il Gruppo di esperti ha avviato una “lunga marcia” – non attraverso gli istituti, ma al di fuori degli istituti, verso la libertà. 

Signor Spidla, Lei ha mosso i primi passi lungo questa strada. 

Per questo, La ringrazio. 

E ringrazio tutti voi presenti oggi. 

Membri del Gruppo di esperti europei. 

Per gli ultimi dieci anni, voi siete stati infaticabili sostenitori di questa importante causa.  

Avete reso noto questo problema. 

Ora noi dobbiamo continuare su questa strada. 

In Europa ci sono persone che vivono ancora in istituti: 

  • Persone senza fissa dimora, 
  • che hanno disabilitào 
  • problemi di salute mentale. 

Ed motivo di grande preccupazione che 345mila bambini vivano in istituti, nonostante sia ben noto che gli istituti mettono a rischio il loro sviluppo fisico e mentale.  

Assistenza istituzionale” è una contraddizione. 

Nessun tipo di assistenza istituzionale è migliore dell’assistenza comunitaria, familiare o personale. 

Noi non vogliamo “assistenza” che nasconde le persone e le costringe alla dipendenza. 

Vogliamo rafforzare le persone e promuoverne l’indipendenza. 

Farò un esempio di una giovane donna –– Caroline.   

Grazie all’aiuto dei suoi genitori, ora Caroline vive da sola 

Lavora parttime pulendo case e riesce a fare ciò che le piace davvero nel pomeriggio: nuotare. 

È felice ed è pienamente integrata nella società. 

Niente di tutto ciò sarebbe successo se lei fosse stata in un istituto. 

Conosciamo tutti storie come questa. 

Dobbiamo far uscire le persone dagli istituti e integrarle nella comunità. 

Innanzitutto perché è la cosa giusta da fare. 

Le persone con disabilità hanno diritto a vivere in maniera indipendente. 

Hanno il diritto di frequentare le stesse scuole, gli stessi dottori di tutti gli altri.  

  • La Risoluzione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite sui diritti dell’infanzia dell’anno scorso sottolinea il diritto dei bambini con disabilità riguardo alla vita familiare. 
  • L’Unione Europea e tutti gli Stati membri hanno aderito alla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità. 

Questa Convenzione rafforza il diritto a vivere in maniera indipendente.  

Noi tutti abbiamo il dovere legale e morale di rispettare pienamente la Convenzione. 

In secondo luogodobbiamo far uscire le persone dagli istituti perché è la cosa più ragionevole da fare. 

Abbiamo bisogno che tutti contribuiscano alla società e all’economia. 

Abbiamo bisogno del talento di tutti, affinché l’Europa prosperi. 

Dobbiamo agire insieme in modo che ogni cittadino raggiunga il proprio potenziale. 

Le disabilità non riconoscono le frontiere.  

Non possono esserci cittadini europei di seconda classe.  

Ci sono molte cose che dobbiamo fare.  

Possiamo elaborare politiche efficaci soltanto basandoci sui fatti.  

Quante persone vivono in istituti? 

È davvero preoccupante che non ci siano statistiche europee in questo settore.  

Abbiamo bisogno di questi dati. 

Stiamo lavorando con Eurostat per ottenere queste statistiche. 

Non è così semplice come sembra. 

Eurostat deve richiedere agli Stati membri di fornire i dati.  

Il risultato è una lunga discussione con gli uffici statistici nazionali su metodi e procedure. 

Ma voi potete aiutare: dite agli Stati membri che abbiamo bisogno di questi dati. 

Dite loro che è urgente. 

Non si tratta soltanto di numeri, ma della vita delle persone. 

Dobbiamo anche continuare a sensibilizzare. 

Avete fatto un buon lavoro fino ad ora. 

Ma troppo spesso, le persone continuano a pensare che gli istituti siano luoghi sicuri.  

Le persone pensano – a volte con le migliori intenzioni – che gli istituti proteggano i bambini e le persone con disabilità dal mondo esterno. 

Soprattutto le persone con disabilità intellettive. 

Ma le persone hanno il diritto di condurre e godere di una vita indipendente e in una comunità – è qui che prosperano davvero.  

Inoltre, cosa più importante perché si tratta di fare i conti con la realtà: 

Non possiamo spostare le persone dagli istituti nelle strade. 

Dobbiamo assicurarci che ci sia un’alternativa. 

E in molti luoghi c’è ancora molto lavoro da fare a questo riguardo. 

Negli ultimi dieci anni, noi alla Commissione Europea abbiamo usato tutti i mezzi a nostra disposizione per adempiere al nostro impegno di garantire di vivere in modo indipendente. 

Abbiamo lottato contro la segregazione e supportato l’inclusione con  

  • La nostra Raccomandazione del 2013 sull’investire nell’infanzia 
  • Le conclusioni del Consiglio del 2017 sull’assistenza comunitaria  

Vivere in modo indipendente è centrale per la Strategia europea sulla disabilitàla quale rappresenta il nostro principale strumento per implementare la Convenzione delle Nazioni Unite. 

Allo stesso modo, è centrale per il Pilastro europeo dei diritti sociali che promuove inclusione, accessibilità e indipendenza nell’educazione, nel lavoro, nell’abitazione e nei servizi essenziali, nonché assitenza integrata e incentrata sulla persona. 

La nostra direttiva sull’Equilibrio tra attività professionale e vita familiare supporta le persone che assistono familiari con disabilità. 

I nostri Fondi strutturali e di investimento europei sono la forza motrice per aiutare le persone ad uscire dagli istituti.  

Ad esempio, supportando i servizi basati sulla comunità 

Inoltre, usiamo anche il semestre europeo, il nostro ciclo annuale di coordinamento delle politiche economiche e sociali.  

Recentemente abbiamo dato Raccomandazioni specifiche sull’assistenza a lungo termine a quindici Stati membri, includendo riferimenti alla deistituzionalizzazione. 

Certo, dobbiamo fare molto di più. 

Vivere in maniera indipendente riguarda la creazione di una società inclusiva.  

Riguarda anche assistenza di qualità. 

La Presidente von der Leyen promuove l’uguaglianza come uno dei valori comuni al cuore dell’Unione europea. 

Sono orgogliosa di essere la prima Commissaria europea all’Uguaglianza. 

Lotterò per un’Europa senza discriminazioni. 

Sono particolarmente preoccupata per le persone che affrontano doppie discriminazioni e il doppio delle sfide. 

Ad esempio: le donne con disabilità – le quali hanno meno opportunità di trovare lavoro e sono più a rischio di povertà degli uomini, con o senza disabilità. 

Uguaglianza non riguarda soltanto la parità di trattamento, ma anche l’inclusione sociale. 

Riguarda anche l’offrire nuove opportunità.   

Solo due giorni fa la Commissione ha adottato la sua Comunicazione A strong social Europe for Just Transitions. 

Questo rende chiare le nostre ambizioni sociali e fornisce una tempistica per le iniziative che abbiamo pianificato. 

E sono lieta di annunciare una nuova Disability Equality Strategy per il 2021.  

Ho già istituito una task force per l’uguaglianza, per garantire che la parità di trattamento e l’inclusione siano fondamentali in tutte le politiche della Commissione.  

Vivere in maniera indipendente è una condizione preliminare, per la parità di trattamento e una pietra angolare del nostro programma per la parità. 

Faremo in modo che vivere in modo indipendente sia incluso in tutto il nostro lavoro presente e futuro:   

  • Nella rafforzata strategia di disabilità, che costruiremo seguendo la valutazione della presente strategia. 
  • Nel nostro Piano d’azione per attuare il Pilastro europeo dei diritti sociali. 
  • Nei nostri rapporti sui Paesi e raccomandazioni sulle politiche nel semestre europeo, che collegheremo più strettamente agli obiettivi di sviluppo sostenibile. 

Obiettivi come la lotta alla povertà, l’educazione inclusiva e la riduzione della disuguaglianza sono molto rilevanti per vivere in maniera indipendente. 

  • Attraverso i nostri fondi europei, dove nel nostro prossimo periodo di programmazione abbiamo ancora più possibilità di assicurarci che ogni centesimo previsto venga speso per vivere in modo indipendente. 

Collegheremo i nostri fondi alle nostre raccomandazioni nel semestre europeo. 

Inoltre, attraverso la valutazione delle condizioni abilitanti pertinenti, garantiremo:  

  • Che i fondi siano applicati in modo efficiente ed efficace conformemente alla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea e alla Convenzione delle Nazioni Unite; e 
  • Che tutti gli Stati membri dispongano di un quadro strategico nazionale per l’inclusione sociale e la riduzione della povertà, compresa la povertà infantile, che includa un passaggio al vivere in modo indipendente. 

Nella stessa ottica stiamo preparando una Garanzia per i bambini per fare in modo che ogni bambino in Europa abbia accesso all’assistenza sanitaria e all’istruzione. Questo riguarda anche i bambini che attualmente vivono in istituti. 

Cari colleghi, 

Condividiamo una visione comune sul vivere in modo indipendente. 

So che non sarà facile trasformare questa visione in realtà. 

La strada è lunga e possiamo solo fare passi misurati. 

Ma sono molto felice di lavorare con voi lungo la strada verso questo nobile obiettivo: 

Un’Europa in cui le persone vivono libere e indipendenti, a prescindere dalla disabilità. 

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